Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta LOK'TAR

FUGGITIVI - 11/05/1489 - LoK'TaR

Immagine
Sbirciò da dietro la nicchia tutto quello che stava succedendo: dallo scambio di parole, ai compagni che senza farsi troppe domande decisero di seguire i nuovi arrivati. Una sorta di rabbia improvvisa gli salì dentro. Davvero stavano abbandonando Damien, Ayame e Brandibacco che potevano essere da qualche parte in quel dedalo di stanze e grotte alla mercee di chissa chi? Non poteva credere a questa cosa. Era furioso e tutta quella sensazione di rabbia esplose in una specie di urlo misto ad un ruggito, mentre abbandonava il suo rifugio e saltava direttamente nel corridoio dove fino a pochi istanti prima c'erano i suoi compagni. " MA SIETE IMPAZZITI? DA QUALCHE PARTE QUI DENTRO CI SONO DAMIEN, AYAME E BRANDIBACCO! " " LI VOLETE ABBANDONARE? " " E CHI SONO QUESTI TIZI CHE AVETE DECISO DI SEGUIRE A TESTA BASSA! " " SIETE DEI PAZZI SE PENSATE CHE LOK'TAR ABBANDONI QUALCUNO INDIETRO... VOI ANDATEVENE, IO TROVERO' I MIEI AMICI! " Gli occhi er...

FUGGITIVI - 11/05/1489 - LoK'TaR

Immagine
Non gli era molto chiaro quello che stava succedendo. Guardò dapprima Isurus ed ascoltò le sue parole, poi fu la voltà di Ulderì, poi ancora una volta il tritone che urlò, a chiunque stesse arrivando, la loro posizione. Lok'Tar cercò di guardare ad Ariel come a chiedere un'indicazione, che però non arrivò. Di cose strane il mezz'orco ne aveva viste troppe nell'ultimo periodo per quelli che erano i suoi gusti. Ne aveva viste troppe e non aveva intenzione di vederne altre. Decise di non assecondare l'approccio dei compagni e si fece da parte, in una nicchia, per quanto questa non fosse tra i posti più comodi. Prese le sue armi in mano e si preparò. Se chi sarebbe arrivato si fosse rivelato un amico, tanto meglio, in caso contrario lui avrebbe colpito per primo. Con forza. Damien. Ancora una volta il pensiero del proprio amico non lo lasciava per nulla tranquillo.  Dove diamine si trovava in questo momento? Ed ora non mi resta che salutarvi e darvi appuntamento... ... ...

FUGGITIVI - 11/05/1489 - LoK'TaR

Immagine
GDR " DOVE E'? " " DAMIEN! FRATELLO! DOVE SEI? " La voce cavernosa di Lok'Tar iniziò a farsi rumorosa, aveva decisamente alzato il tono della voce. Si stava muovendo da una vasca all'altra per guardare le persone che vi giacevano, ma non trovò il compagno di avventura. " AHHHHAAAAAA! " " DOVE LO AVETE NASCOSTO?DOVE? " Il gigante mezz'orco  avanzò con passi decisi e determinati verso il vecchio goblin che aveva preso la parola e che stava parlando con Ulderì. Non si curò di niente e di nessuno, anzi, forse, nel procedere in quella maniera così risoluta, puntando il goblin, urtò qualche compagno (Arbea? Ariel? Ulderì?).  Aveva una cosa  in mente: trovare Damien ed assicurarsi che stesse bene.  Allungò una mano verso il goblin. NON GDR Le intenzioni di Lok'Tar sono quelle di farsi dire dove si trova Damien, a qualsiasi costo. Arriverà anche a uccidere il goblin se questi i rifiuta di rispondere alla sua domanda. Ed ora non mi res...

FUGGITIVI - 11/05/1489 - LoK'TaR

Immagine
Profondamente arrabbiato per la figuraccia appena fatta Lok'Tar si alzò in tutta la sua statura e torreggiò su uno dei goblin che ancora stava ridendo di lui. Vide Ulderì alzarsi dalla vasca e dire qualcosa che lui non capì. Vide il bardo avvicinarsi al goblin ed intimargli di disegnare una mappa. Vide Isurus intimare ai fuggitivi di fermarsi e valutò la sua azione molto utile.  Lok'Tar era però indeciso tra l'afferrare il goblin che aveva di fronte per schiacciargli la testa, o lasciare che la rabbia sbollisse mentre quelli del gruppo più assennati di lui, facessero quelle cose piene di parole e discorsi etc. Normalmente era Damien, il suo fratello di sangue, che lo aiutava in quei momenti, ma solo in quel momento il mezz'orco si rese conto che Damien non si era ancora svegliato. " Pensaci tu qua! " intimò con un tono tra l'arrabbiato ed il grato ad Ulderì. Fece quasi per dargli una pacca sulla spalla, ma poi si trattenne. Detto questo iniziò a muoversi n...

FUGGITIVI - 11/05/1489 - LoK'TaR

Immagine
GDR Lok'Tar si era portato le mani davanti al volto ed emise un urlo come non aveva mai fatto in vita sua. Ma quell'urlo invece di squarciare l'aria tutt'intorno si perse in un mugolio. Il caldo che percepì (anche se a questo punto sarebbe meglio dire "gli sembrò di percepire") non lo travolse, ma mutò praticamente in maniera istantanea in una sensazione di freddo ed umido, di bagnato. Prese con la mano sinistra quella "cosa" che aveva appiccicata alla faccia, e la osservò schifato. Quella specie di polipetto continuava a dimenarsi con se dal contatto con la faccia di Lok'Tar dipendesse la propria vita. Tentò di avvinghiare i tentacoli al muscoloso avanbraccio del mezz'orco, senza riuscirci perchè il barbaro, avvicinandolo alla propria faccia, con un semplice gesto strinse la mano e schiacciò l'animale che schizzò un liquido bluastro tutto intorno, liquido che poi iniziò a colare sul braccio di Lok'Tar. Solo allora si accorse dei gobl...

RINNEGATI - 12/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Il grande mezz'orco strabuzzò gli occhi quando vide comparire dal nulla quello strumento musicale. Subito pensò di essere sotto l'effetto di qualche magia o fungo della foresta. Comparvero nitidi alla mente i ricordi di diversi pomeriggi passati con i suoi giovani amici della tribù dei Zul'Gurub nei meandri della foresta vicina al villaggio alla ricerca dei funghi "Sogna sogna"; così li chiamava Arkan il vecchio sciamano. Quando la tromba suonò, Lok'Tar tornò in sè, sorridendo sornione, come un gatto che ha in pugno il topolino impaurito che sta cacciando. Dalle parole della sua avversaria capì che tutto quel baccano era opera della piccola pestifera, ed il sorriso da sornione mutò in compiaciuto. La realtà del momento lo costrinse a tornare serio e concentrato perchè arrivò rapido e fulmineo il primo attacco di quella maledetta che stavano affrontando. Riuscì a schivare il primo colpo di lancia, ma nulla poté contro il secondo. La lancia lo raggiunse al fianc...

RINNEGATI - 12/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
GDR La lancia incandescente di Lylith saettò nell'aria come un serpente. Saettò per ben due volte. Nulla potè Lok'Tar contro quegli attacchi rapidi e precisi che lo colsero impreparato. Se già il morso della lancià fù doloroso, l'aggiunta del calore da essa sprigionato, non fece che aumentarne l'intensità. Il mezz'orco però non urlò per il dolore. Era stato cresciuto a non sprecare una così grande risorsa in battaglia. Il dolore doveva essere immagazzinato e rilasciato subito dopo, mutato questa volta in violenza barbarica.  Ligio ai principi con cui era stato allevato, ligio agli insegnamenti ricevuti e fedele alle tradizioni del clan Zulgur'Ub, Lok'Tar lasciò che il dolore si facesse strada dentro di lui, nel punto in cui lui voleva e subito, senza attendere oltre, lo fece risalire con velocità fino alla bocca, arrichendolo di rabbia ed odio, ingredienti che mutarono il dolore in violenza barbarica. L'urlo che accompagnò entrambi gli attacchi ne era pr...

RINNEGATI - 12/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
GDR   Stava avanzando a grandi passi verso la sua avversaria. Sta avanzando in linea retta, come gli avevano insegnato. Stava avanzo con gli occhi fissi su Lylith che ora aveva assunto le sembianze di vero e proprio demonio. Stava avanzando quando qualcosa iniziò a distrarre la sua mente. Come un sottile fumo leggero leggero, un pensiero iniziò ad insinuarsi nella sua testa. - Ma lei è tua amica, perchè attaccarla? Proteggila! - La frase era accompagnata da un'immagine di lei, con l'aspetto elfico che aveva prima, seduta in punta ad una grande tavola imbandita di ogni ben di dio e Lok'Tar dalla parte opposta. Lei sorrideva mentre gli porgeva una caraffa di birra subito seguita da una grande coscia di un pollo arrosto e fumante. - Ma io sono tua amica, perchè attaccarmi? Proteggimi! -  Stava rallentando il passo quando altre parole lo raggiunsero. Erano ritmate, sincopate, tamburellanti. Lo descrivevano come un grande combattente, generoso, forte ed impavido. Quel motivett...

RINNEGATI - 12/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Era stanco. Esausto. Era come un grosso peso lo opprimesse. Era come avere un'enorme lastra di roccia appoggiata addosso come una coperta. Il respiro era affannato. Tutt'intorno buio. Era stanco. Stanco morto. Morto? Era questa la morte? Era così? Eppure sentiva dei rumori provenire da chissà dove, attutiti, in lontananza. Eppure sentiva l'odore della terra. Poteva sentire il freddo della pietra tutt'intorno a lui. Poi, d'improvviso, un forte dolore al braccio sinistro. Una puntura molto dolorosa. " Ahio! " Il dolore lo costrinse ad aprire gli occhi. Vide che una piccola luce proveniva da una feritoia, un minuscolo tunnel, da cui Lok'Tar poteva intravedere un coriandolo di cielo azzurro. Fu in quel momento, grazie alla freccia che ora era conficcata nel suo braccio sinistro, che Lok'Tar sentì il profumo dell'aria fresca. Flebile. Effimero. Fu un solo attimo. Attimo che però bastò al possente orco per trovare le energie per iniziare a spingere c...

RINNEGATI - 11/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
 Era stanco, non poteva negarlo.  Il viaggio del giorno prima, l'arrivo ad Akorros, tutto il trambusto, la ricerca al porto, l'attacco di quei tizi alla locanda, la fuga, era ora finalmente che si poteva andare a dormire quelli ancora stavano a parlare. Ma come faceva la gente a non stancarsi di parlare. Per lui contavano le cose pratiche, quello che poteva toccare con le mani e che poteva colpire con le sue armi. Il resto era un di più. Un di più utile se preso a piccole dosi, ma qui si stava esagerando. In un angolo, un poco in disparte, scuoteva la testa e si passava una mano tra i capelli neri. Rispose allo sguardo fisso di Ariel che lo fissò per un bel minuto in silenzio. Dopo un poco dovette cedere ed abbassò lo sguardo imbarazzato. Quando sentì la melodia provenire da qualche parte della casa sorrise. Riconobbe il rumore dell'organetto della gnometta e si sentì meglio. Quella musica lo riportò ad un tempo in cui da bambino correva spensierato per i campi intorno al v...

RINNEGATI - 11/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Lok'Tar scosse la testa. Sembrava che il gruppo era destinato nuovamente a dividersi in due. Una smorfia di disappunto si dipinse sulla sua faccia. Ma se quello era il volere degli spiriti allora Lok'Tar lo avrebbe rispettato. Ayame sembrava essersi chiamata fuori dalla possibile guida del gruppo, come se gli avesse letto nel pensiero ed avesse risposto ad una sua domanda. Per come la vedeva il mezz'orco non rimaneva che suo fratello di sangue, Damien. Si voltò verso di lui per capire quali erano le sue intenzioni e stava per avvicinarsi per domandarglielo quando incrocio il suo sguardo: era interrogativo, una smorfia di sospetto lo attraversava da sinistra a destra ed alcune rughe della fronte ne sottolineavano l'importanza. Lok'Tar rimase sorpreso, ma non riuscì a capire cosa stesse preoccupando il mezz'elfo. Si guardò intorno, ma non notò nulla. Erano tutti  lì ed a parte Banedon che sbadigliò platealmente gli altri neppure si stavano muovendo. In ...

RINNEGATI - 11/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Lok'Tar si alzò da terra e rimase in piedi con tutti i suoi due metri e dieci di altezza, gli occhi rossi ad indagare ognuno dei suoi compagni, con la faccia dipinta di rosso, con la sua pelle verdastra che di tanto in tanto riluceva alla luce della luna. Era stato in silenzio fino ad allora, ma ora che la confusione regnava sovrana nella sua testa, decise di parlare. Il mezz'orco non ci stava capendo più nulla. Prima dovevano andare su un'isola nel mezzo del lago, poi sembrava dovessero assaltare un faro, poi dovevano dividersi, poi attaccare tutti insieme ed ora si parlava di un mulino e si accennava nuovamente a dividersi; era davvero troppo per la mente di Lok'Tar. " Facendo così non andremo da nessuna parte! E mi sta venendo il mal di testa! " sbottò! " Non ne capirò niente di strategie... lo so... fosse per me attaccare a testa bassa è sempre la cosa migliore, in forze, insieme. " prese fiato. Si stava agitando, ma non voleva esag...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Ora il preticello che avrebbe dovuto salvare le chiappe a tutti quanti sembrava suo cugino Spaccaossa quando all'età di 18 lune piene disse di aver visto il fantasma di un vecchio orso, tutto questo dopo aver bevuto dal pentolone della vecchia Niob'eh, la strega del villaggio.  Il chierico parlava di fantasmi e chiedeva loro se l'avevano visto. Lok'Tar si voltò diverse volte per capire di cosa stesse farneticando il prete, ma continuava a non vedere nessuno a parte un via vai di gente.  La cosa iniziava a farsi lunga per la poca pazienza del mezz'orco.  Se poi bisognava ancora attendere Ayame, Brandibacco, Ulderì ed Arbea le cose rischiavano di finire all'alba. Odiava le notti insonni. Lo mettevano di malumore. Gli toglievano l'appetito.  Si sedette a terra quando Ariel andò incontro al topo pirata con cui avevano parlato al mattino. Se lo ricordava. Era quello che lo aveva apostrofato con l'appellativo di grande o grasso, non ricordava, ma in...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Il sentimento che provava era un misto tra delusione e felicità. Non sapeva bene come vivere quella cosa. Doveva ammettere che tre boccali di birra al volo, dopo quella scazzottata e dopo un lungo periofo di astinenza; il tempo passato con Damien, prima di accettare quell'incarico a Darokin era stato un lungo periodo di acqua e tisane alle erbe, iniziavano a farsi sentire. La delusione per la sconfitta un poco lo faceva rosicare, aveva infatti perso con un tappo. Vero che era largo quanto lui, ma era pur sempre un tappo. La felicità invece era per aver trovato un degno compagno di bevute. Sorrise e battè la mano sulla spalla al nano guercio per poi accorgersi che gli esploratori erano tornati, e c'erano anche Banedon ed Ayame. La faccia del mezz'orco si fece interrogativa. Ma Ayame non doveva stare con Ulderì ed Arbea, con l'altro gruppo? Non ci provò nemmeno a capire o decifrare il perchè di quella presenza con loro, ma si limitò a sorridere. Poi alla domand...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Le parole di Damien lo fecero fermare. Si voltò verso il compagno di viaggio e di mille avventure, verso colui che sentiva vicino come un fratello. Sorrise all'immagine che gli stava suggerendo il mezzelfo. L'acqua che scorre allegra e fresca proprio dietro casa. I bagni, le ore di pesca, le dighe costruitre con sassi e sabbia nell'infanzia. Sorrise di cuore. Il volto di aprì e si rasserenò in quel sorriso. Trovò anche la pace per parlare... " Dici che non c'è nessun... " La frase fu interrotta a metà dal grande fragore che fecero le cose ammassate, spazzate via da un martello scagliato dall'altra parte della stanza. Lok'Tar rimase impressionato per la forza e la precisione del colpo che fecero volare all'aria pressochè ogni cosa. Rimase ancora più impressionato nel vedere che il martello tornò, sempre in volo, in mano al proprio padrone che lo riafferrò saldamente, come solo i nani sanno fare con un martello di tale forgia. L...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
" Un mago... " " ...invisibile... " " ... è qui da qualche parte... " " ... prima... " " ... mi ha sollevato in aria con un incantesimo... " Tra un fendente dato all'aria ed uno a colpire una sedia o un tavolo, Lok'Tar rispose al compagno. " Stai attento fratello! " Tutto d'un tratto si fermò. Aveva finito la sua opera. Il percorso era creato. Cosparso per giunta di vetri. Ora non rimaneva che stanarlo, sempre che non avesse già abbandonato la stanza. Il pensiero attraversò la mente di Lok'Tar d'improvviso. Effettivamente nessuno lo aveva più attaccato con la magia nell'ultimo minuto. Forse che se n'era andato? Lok'Tar chiuse gli occhi. " Ora fai silenzio fratello naturalista... " Si era fermato e stava immobile come il tronco di un albero secolare. Aveva le braccia leggermente allargate con le due armi ben strette in pugno. Pronto a scattare al minimo segno di perico...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Non si rese conto che il combattimento era finito.  Non si rese conto di Klaus che usciva di soppiatto dalla locanda.  Non si rese conto di nulla di quello che stava succedendo intorno a lui. E tutto questo mica perchè era stupido, ma semplicemente perchè per lui, lo scontro non era ancora finito. Si era fissato. E quanto un mezz'orco si fissa su una cosa, auguri gente. Per Lok'Tar il pericolo era imminente. Il mago invisibile doveva essere lì e poteva attaccare nuovamente. Doveva scovarlo. Doveva stanarlo. Stanarlo.  Ma certo.  Come quando da bambino lo portarono alla sua prima battuta di caccia all'orso. Fu quella la prima volta in cui vide come si caccia un orso. Lo trovarono nella sua tana e lo fecero saltare fuori lanciando diverse torce all'interno. Una volta fuori l'orso si trovò a dover seguire un percorso obbligato fatto di lance, spade, rami e rocce ammassati, fino a giungere in una piccola radura ai piedi di una grande parete rocc...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Il grande mezz'orco si sentiva piccolo come uno gnomo. Era gambe all'aria, con cestini, tovaglie, candele, boccali ed altre cianfrusaglie addosso. Strinse le mani per saggiare l'impugnatura delle sue armi, ma queste strinsero quello che si rivelò essere un ravanello da una parte e la gamba di una sedia dall'altra. Un inizio poco incoraggiante. Da una parte era furioso per la magra figura che aveva fatto finendo a terra, dall'altra preoccupato perchè nella sua testa si era ormai fissata l'immagine di un mago molto potente che era invisibile e che si trovava nel centro della locanda. L'ultima cosa che poteva pensare era l'identità del vero artefice del fatto che era finito gambe all'aria. Si voltò su se stesso per poter poggiare le mani a terra, nel fare quel movimento si accorse della presenza di Zanna e Cigno sotto i resti di una grande brocca in terracotta andata distrutta e quello che sembrava essere del sugo di lepre al profumo di nocciol...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Lok'Tar avanzò con passi pesanti e l'urlo " SEI MIOOOOOO! " riempì la locanda. Raggiunse in pochi passi il fondo del bancone e raggiunse il suo avversario quel omuncolo con le braccia scoperte e tatuate. La foga era tanta. Sentiva crescere dentro di sè quella che lui aveva imparato a conoscere e che chiamava l'ira dell'orso, ma cercò ancora di reprimerla. Non valeva la pena di rilasciarla per una scaramuccia come quella. Quando raggiunse il suo avversario, decisamente più piccolo di lui, balzò in aria sollevando al contempo il possente martello da guerra, cimelio di famiglia. "Macigno" era il nome che era stato dato dai suoi antenati a quell'arma, ma lui sin da piccolo, lo chiamava "Cigno". Il martello recava alcune rune simbolo della sua famiglia e segno di forza. La sua preferita e che conosceva a memoria era la runa che riportava la testa di un orso. La foga su troppa ed il colpo andò a vuoto. Gli vennero subito in mente le...

RINNEGATI - 10/09/1000 - LoK'TaR

Immagine
Il grande mezz'orco scaraventò via il tavolo ed urlò a gran voce. " ARGHHHHHHH! " L'urlo dell'orso. Così era chiamato quell'urlo presso la tribù degli Zulgur'Ub, gli era stato insegnato da piccolo, quando tutti i giovani orchi di dieci primavere venivano insigniti del marchio dell'orso ed accolti nella tribù come giovani cercatori e futuri combattenti. Quell'urlo lo riportò alla sua tribù e ad un tempo in cui era stato felice, ma lo riportò anche alla notte del massacro; alla notte in cui giurò odio e vendetta contro la tribù degli orecchie a punta. Felicità e morte si mescolarono nel suo animo ed armi in mano avanzò verso il primo avversario che vide. Era un tizio con una faccia ancora più brutta della sua. Stava pregustando l'inebriante sapore dello scontro, quando vide sullo sfondo comparie la piccoletta peperina che poche ore prima era saltata sul carro, al loro arrivo ad Akorros, per difendere il tritone da un linciaggio. Era sicu...