RINNEGATI - 12/09/1000 - di Arbèa, Isurus, Trotìk e Ulderì

Trotik non capì il motivo per cui Ulderì aveva fatto mettere ai compagni le bende sulle orecchie ma lo lasciò fare e continuò a manovrare la nave. Pensò che i compagni non erano stati capaci di attaccare Promethea e nello stesso tempo di difendere i loro amici. Decise di continuare ad andare lentamente verso il lago. Arbèa si pentì dell'azione compiuta, perché uccise un compagno; non pensava di poter causare una morte. Mise la benda sulle orecchie di Brandibacco, come le aveva ordinato Ulderì. Rimase al suo posto vicino al cannone, ma non sapeva cosa fare. Ulderì vide che Isurus non mosse un muscolo, quando si trovò sotto la minaccia della balestra di Brandibacco, e la cosa lo stupì: anche se non conosceva ancora bene il tritone, aveva notato in lui una difficoltà a non reagire alle offese. In realtà Isurus non aveva reagito alla mossa del warlock in quanto, conscio della situazione di estremo pericolo in cui si trovavano, si concentrò sulle lezioni di "Disciplina e autocontro...